Luoghi

Islanda

Esiste davvero un paradiso terrestre? Assolutamente sì. Ma chi pensa che si trovi da qualche parte ai tropici si sbaglia di grosso. In realtà, tutti i tratti di un luogo paradisiaco appartengono all’Islanda: un piccolo Paese insulare nell’Atlantico, a due passi dal Circolo Polare Artico.

Contrariamente a un equivoco piuttosto diffuso, qui il clima è abbastanza temperato, mentre l’ambiente è così pulito che l’acqua, arrivando nei rubinetti direttamente da fonti naturali, non ha bisogno di essere depurata.

di Giulia Barbieri

Indice
Islanda

Nome ufficiale

Repubblica d’Islanda

Capitale

Reykjavík

Forma di governo

Repubblica parlamentare

Presidente dell’Islanda

Halla Tómasdóttir

Lingua ufficiale

Islandese

Valuta

Corona islandese (ISK)

Superficie

~103 000 km²

Popolazione

Circa 390 000 abitanti

Famosa per

Vulcani, geyser, ghiacciai, sorgenti termali, Aurora Boreale, paesaggi lavici e Blue Lagoon

I rapporti umani e professionali in questo Paese si basano su una fiducia quasi assoluta. Vivere qui è estremamente sicuro e confortevole: non a caso, da molti anni l’Islanda guida stabilmente il Global Peace Index, un sistema di criteri che valuta il livello di sicurezza della vita umana nei Paesi del mondo. Non possiede nemmeno un esercito proprio, ma soltanto una guardia costiera.

È uno dei luoghi migliori del pianeta non solo per vivere, ma anche per viaggiare e riposarsi. Certo, prendere il sole qui non è proprio l’idea più brillante, ma chi ha detto che una bella vacanza debba per forza significare lettino in spiaggia e onde del mare? La natura severa dell’Islanda, i suoi celebri geyser, vulcani, ghiacciai e cascate sono splendidi e maestosi a modo loro. Allora, partiamo?

Informazioni generali

L’Islanda è una meta ideale quando si cerca freschezza, tranquillità e un ritmo di viaggio più lento, ma è perfetta anche per trekking, pesca, itinerari in auto, sci e snowboard. Qui ognuno può trovare qualcosa di suo.

Islanda

Cenni storici

L’Islanda è uno dei Paesi più giovani d’Europa: il suo popolamento iniziò soltanto alla fine del IX secolo. I primi abitanti di quest’isola subpolare furono i vichinghi scandinavi, insieme ai loro schiavi: irlandesi e scozzesi catturati durante le campagne di conquista. La maggior parte dei coloni era composta da norvegesi.

L’insediamento dei nuovi territori procedeva a un ritmo tale che, già dopo cento anni, sull’isola erano rimaste pochissime terre coltivabili. Per cercare di risolvere il problema, i vichinghi svedesi e norvegesi iniziarono a esplorare e colonizzare la vicina Groenlandia. Sull’isola “di ghiaccio” cominciò così a svilupparsi un vero Stato, governato attraverso l’Althing, un’assemblea legislativa. Esiste ancora oggi ed è considerato il parlamento più antico del mondo.

Ingólfur Arnarson

Ingólfur Arnarson, il primo colono in Islanda

Foto da Wikipedia

La storia dell’Islanda è strettamente legata alla Norvegia. All’inizio furono i vichinghi norvegesi a diventare i primi abitanti dell’isola; più tardi, nel XIII secolo, l’Islanda passò completamente sotto il controllo del regno norvegese. Quando la Norvegia entrò a far parte dell’Unione di Kalmar insieme a Svezia e Danimarca, anche l’Islanda divenne automaticamente parte di questa unione. L’alleanza tra i tre regni durò relativamente poco: circa 140 anni. La Svezia fu la prima a uscirne, mentre la Norvegia e l’Islanda rimasero sotto il dominio danese ancora per diversi secoli.

Carta dell’Islanda

Carta dell’Islanda pubblicata da Gerardus Mercator all’inizio del XVII secolo

Foto da Wikipedia

Nel XIX secolo, in Islanda prese gradualmente forza il movimento per l’indipendenza del Paese. Nel 1918 divenne un regno, ma mantenne questo status per meno di trent’anni. Nel pieno della Seconda guerra mondiale, mentre la Danimarca si trovava sotto l’occupazione nazista, l’Althing islandese votò per il passaggio del Paese a una forma di governo repubblicana. Accadde nel 1944. Da allora, l’Islanda è uno Stato democratico pienamente indipendente.

Nell’Europa del dopoguerra, per accelerare la ripresa economica, venne adottato il Piano Marshall: un programma che diede un forte impulso allo sviluppo dei Paesi devastati dal conflitto. Grazie alla partecipazione a questo piano, l’Islanda compì in breve tempo un salto impressionante, trasformandosi da territorio dipendente in uno degli Stati più prosperi del mondo.

Oggi è un Paese molto ricco, per molti aspetti simile nel modello di governo agli Stati scandinavi, con le loro economie orientate al welfare e standard di vita elevati.

Bandiera e stemma

Bandiera e stemma dell’Islanda

Dal 1994 l’Islanda fa parte dello Spazio economico europeo. Nel 1949, questo piccolo Paese senza esercito divenne uno dei membri fondatori della NATO, alleanza di cui fa parte ancora oggi e alla quale versa tutti i contributi previsti. Pur non avendo un esercito proprio, gli islandesi possono comunque scegliere la carriera militare e prestare servizio nelle Forze armate norvegesi.

Geografia e clima

L’Islanda è una piccola isola nel nord Europa. È considerata il Paese più occidentale tra tutti gli Stati europei. Non ha confini terrestri né marittimi diretti: tutti i Paesi vicini si trovano a una distanza piuttosto considerevole dall’isola:

  • Groenlandia, la più vicina, a 290 km dalle coste islandesi;
  • Isole Fær Øer e Scozia, entrambe a circa 800 km;
  • Norvegia, a 900 km.
Islanda sulla mappa

Islanda sulla mappa

Le coste dell’Islanda sono bagnate da due mari, il Mare di Norvegia e il Mare di Groenlandia, oltre che da uno stretto, lo Stretto di Danimarca.

“Terra dei ghiacci”: così si traduce il nome dello Stato meno popolato d’Europa. In realtà, però, l’Islanda è difficile da definire davvero così gelida. È un normale Paese del nord del continente, con un clima che ricorda le condizioni meteorologiche di alcune zone della Norvegia. Qui la primavera e l’estate sono brevi e fresche, mentre l’inverno è piuttosto lungo ma sorprendentemente mite: la temperatura media invernale in Islanda è di circa -1 °C.

L’estate è il periodo migliore per visitare l’isola: da giugno ad agosto il clima è abbastanza piacevole, con temperature diurne comprese tra 15 e 22 gradi. Inoltre, in estate il tempo è più stabile, un dettaglio particolarmente importante in un Paese dove il sole può lasciare spazio, nel giro di cinque minuti, prima a un acquazzone, poi a neve bagnata, per poi tornare a splendere come se nulla fosse successo.

Islanda in estate

Islanda in estate

Nei mesi estivi, la natura islandese si mostra in tutta la sua bellezza discreta. Il verde smeraldo dei prati, punteggiato da ranuncoli dorati, la terra grigia come cenere attorno ai pendii vulcanici, le coste deserte dei freddi mari del nord: in tutto questo c’è qualcosa di profondamente magnetico, quasi magico. Come non pensare alle leggende vichinghe e alle saghe cinematografiche dedicate a questi guerrieri severi e coraggiosi?

Anche i tour invernali hanno i loro indubbi vantaggi, soprattutto per chi ama il freddo leggero e lo sci. Sci di fondo, escursioni verso i ghiacciai e visite alle grotte di ghiaccio sono un’ottima forma di vacanza attiva. Le fantastiche sinfonie di colore dell’aurora boreale, il canyon Múlagljúfur e la maestosa vista sulla laguna glaciale Jökulsárlón, formatasi migliaia di anni fa grazie al ghiacciaio Breiðamerkurjökull — provate un po’ a pronunciarlo! — risvegliano nell’anima un entusiasmo potente, duraturo, quasi infantile.

Jökulsárlón

Laguna glaciale Jökulsárlón

Partire per l’Islanda in primavera o in autunno, invece, significa rischiare di rovinarsi la vacanza. In questi periodi il Paese accoglie i visitatori in modo tutt’altro che amichevole. Piogge incessanti, venti capaci di far perdere l’equilibrio, umidità e un freddo penetrante: ecco tutto ciò che resterà impresso dell’Islanda se ci si lascia tentare dagli sconti dei tour operator, magari a marzo oppure tra novembre e dicembre.

Popolazione, lingua e valuta

Gli islandesi nel mondo sono pochissimi: poco più di mezzo milione, di cui circa 370 mila vivono direttamente sull’isola. Altri 100 mila, in passato, si sono trasferiti in Canada, dove hanno formato la più grande diaspora islandese al mondo. I restanti 50 mila si sono stabiliti negli Stati Uniti. Nella stessa Islanda, però, il numero di immigrati cresce di anno in anno: sempre più persone provenienti dall’Europa e da altri continenti scelgono questo Paese del nord, attratte dall’elevata qualità della vita e dal profondo rispetto per l’ambiente.

Tutti gli abitanti autoctoni dell’isola sono discendenti dei vichinghi norvegesi, che circa 1.200 anni fa colonizzarono queste terre insulari non lontane dal Circolo Polare Artico. La loro lingua è l’islandese. Appartiene al gruppo germanico e, dal punto di vista fonetico, lessicale e grammaticale, è vicina all’antico norreno. È interessante notare che, a differenza di molte altre lingue europee, l’islandese è quasi privo di dialetti. Gli abitanti di qualsiasi zona del Paese si capiscono facilmente tra loro.

Immagine illustrativa dei vichinghi norvegesi

Vichinghi norvegesi

L’islandese non è certo una lingua per deboli di cuore: chiude la top 10 delle lingue più difficili al mondo. Può essere definito senza esitazione un vero museo linguistico dell’antichità, perché forme grammaticali, costruzioni e categorie ancora oggi utilizzate in islandese sono ormai da tempo scomparse dal resto del gruppo linguistico germanico.

Lingua islandese

L’islandese rientra nella top 10 delle lingue più difficili al mondo

La fonetica islandese è un altro fenomeno decisamente curioso. È alla portata quasi soltanto degli islandesi stessi e di quei pochi possessori di apparati fonatori davvero fuori dal comune, capaci di pronunciare senza incepparsi, e al primo tentativo, parole come queste:

  • Eyjafjallajökull: è il nome di un vulcano;
  • Mengjaskilgreiningarritháttur: un termine matematico che indica la notazione degli insiemi. Il tedesco, da qualche parte, sospira nervosamente e con una punta d’invidia;
  • Hundslappadrífa: una parola che descrive il brutto tempo. Letteralmente, un tempo “da cani”.

La lingua madre, per gli abitanti di questo Paese insulare, è oggetto di enorme amore e cura costante. A differenza di altri popoli, le cui lingue sono ormai piene fino all’orlo di prestiti e termini inglesi, gli islandesi non hanno alcuna fretta di lasciare entrare parole straniere nel proprio idioma.

Per esempio, “computer” resta computer un po’ ovunque, ma non in Islanda. Qui questa meraviglia della tecnologia moderna è stata prima studiata con attenzione, se ne sono compresi lo scopo e il principio di funzionamento, poi sono state prese due parole islandesi autentiche: tala, “numero”, e völva, “veggente”. Unite insieme, hanno dato vita al nome islandese dell’oggetto più indispensabile in casa: tölva.

Una delle principali caratteristiche degli islandesi è l’attaccamento alla propria terra. Gli abitanti dell’isola cambiano cittadinanza molto raramente. Anche dopo lunghi periodi all’estero, per esempio dopo gli studi o una lunga trasferta di lavoro, cercano quasi sempre di tornare a casa. Se un islandese sposa una persona straniera, con ogni probabilità porterà il marito o la moglie nella propria patria, invece di restare a vivere all’estero.

Islandesi

Famiglia islandese con maglioni dal nome locale “lopapeysa”

Gli islandesi non hanno cognomi. O meglio: ciò che noi percepiamo come cognomi, in realtà sono patronimici, qualcosa di simile ai nostri patronimici. Per esempio, in una famiglia in cui il padre si chiama Jón, tra l’altro il nome più diffuso tra gli islandesi, un po’ come il nostro Ivan, nascono due figli: un maschio e una femmina. Ognuno riceverà un nome proprio, ma il “cognome” conterrà il nome del padre, Jón, con il suffisso -son, “figlio”, oppure -dóttir, “figlia”. Di conseguenza, sarà Jónsson per il figlio e Jónsdóttir per la figlia. È quindi logico che, dopo il matrimonio, le donne islandesi non cambino cognome: restano per tutta la vita figlie dei propri padri.

Anche con i nomi, però, esistono alcune complicazioni. Ai genitori islandesi viene proposto di scegliere il nome del bambino da un apposito registro ufficiale, approvato a livello governativo. Se vogliono chiamare un figlio o una figlia in modo particolare, devono presentare una richiesta alle autorità, e non è affatto detto che la scelta venga approvata.

Esiste poi un altro problema legato ai matrimoni. L’Islanda è un Paese piuttosto chiuso: l’immigrazione dall’estero rimane molto bassa e, nel corso dei secoli, quasi tutti gli abitanti autoctoni sono diventati, per ragioni oggettive, parenti più o meno lontani tra loro. Come è noto, dai matrimoni tra parenti possono nascere figli con problemi di salute. Per evitare il deterioramento genetico della nazione, tutte le coppie islandesi effettuano prima un controllo obbligatorio del grado di parentela e solo dopo organizzano il matrimonio, se il programma non rileva tra loro un legame familiare troppo stretto.

La città più grande e capitale della Repubblica d’Islanda è Reykjavík, dove vivono circa 135 mila persone.

Reykjavík

Città di Reykjavík

La valuta dell’Islanda è la corona islandese, ISK, il cui tasso di cambio rispetto al dollaro statunitense al momento della pubblicazione dell’articolo è pari a 1:0,008.

Corona islandese

La valuta dell’Islanda è la corona islandese

Come arrivare

Il viaggio verso l’Islanda non è breve: per raggiungere Reykjavík da Kyiv bisogna percorrere circa 4.000 chilometri e mettere in conto almeno un’intera giornata di viaggio.

Prima occorre spostarsi verso altri Paesi, come Polonia, Cechia o Germania, e da lì effettuare una coincidenza. A causa delle interruzioni nei trasporti, è difficile calcolare con precisione l’intero itinerario e il relativo costo, quindi tutte le informazioni aggiornate vanno verificate direttamente con i vettori.

Dove soggiornare

L’Islanda è cara: prima di partire conviene preparare un budget piuttosto solido. Come in qualsiasi Paese prospero, qui il lavoro dei cittadini ha un valore elevato, quindi praticamente nulla costa poco. Il livello del servizio, però, è molto alto: difficilmente ci si pente dei soldi spesi.

Gli hotel non fanno eccezione. Una camera standard in un albergo tradizionale 2–3 stelle costa almeno 60 USD, e si tratta del minimo. Più servizi vengono offerti, più aumenta il conto finale: una logica piuttosto trasparente.

Ecco alcune camere relativamente economiche negli hotel islandesi:

  1. Hotel Hallormsstadur — hotel 3 stelle in una località pittoresca, Hallormsstaður, sulle rive del lago Lagarfljót. Nei cottage è disponibile tutto il necessario: bagno con prodotti da toilette, asciugacapelli e asciugamani, oltre al WC. Sono presenti anche un angolo cottura e un bollitore elettrico. Il Wi-Fi è gratuito. Il ristorante offre la possibilità di ordinare piatti dietetici. Anche il parcheggio è gratuito.

    Hotel Hallormsstadur

    Hotel Hallormsstadur a Hallormsstaður

  2. Hotel Selfoss — hotel SPA 4 stelle nella città di Selfoss. I servizi SPA sono inclusi gratuitamente. Sono disponibili ristorante e bar. La colazione viene servita senza costi aggiuntivi. Internet veloce gratuito in tutta la struttura e parcheggio disponibile.

    Hotel Selfoss

    Hotel Selfoss nella città di Selfoss

  3. SAXA Guesthouse — guesthouse nel villaggio di Stöðvarfjörður, vicino al porto e ai piedi del monte Súlur. Offre sistemazione in camere piccole ma accoglienti, con bagno e WC privati. La colazione è inclusa nel prezzo e viene servita in stagione, da maggio a settembre. Wi-Fi e parcheggio sono gratuiti.
  4. Grímstunga Guesthouse — guesthouse a Grímsstaðir, Víðirhóll, non lontano dal Parco nazionale di Skaftafell, a circa 25 km. Le camere dispongono di area soggiorno. Sono presenti una cucina in comune e un ristorante, dove vengono serviti colazione continentale e buffet. Sul territorio della struttura c’è anche un’area giochi per bambini. Internet veloce e parcheggio sono gratuiti.

    Grímstunga Guesthouse

    Grímstunga Guesthouse vicino al Parco nazionale di Skaftafell

  5. Stracta Hotel — hotel 4 stelle a Hella, non lontano dal “Circolo d’Oro”. A seconda della categoria e del prezzo, le camere dispongono di bagno privato oppure di bagno in comune. Il design è moderno e minimalista; in ogni camera sono presenti TV a schermo piatto e piccoli elettrodomestici. Sono disponibili ristorante e colazione a buffet. Wi-Fi gratuito.

    Stracta Hotel

    Stracta Hotel a Hella

Negli hotel di categoria superiore il personale parla inglese, la reception è aperta 24 ore su 24 e vengono offerti numerosi servizi aggiuntivi.

Cosa vedere

Ghiaccio e fuoco: probabilmente è questa la descrizione più adatta dell’Islanda, un fenomeno naturale unico dove masse di ghiaccio millenarie convivono tranquillamente con i vulcani, per di più vulcani ancora attivi. Questo contrasto è talmente insolito e, almeno all’inizio, così poco credibile da dare subito una sensazione di irrealtà: allora abbiamo studiato fisica a scuola per niente?

Reykjavík

“Baia fumante”: con questo nome, Reykjavík, nel IX secolo nacque una fattoria vicino alle sorgenti calde della penisola su cui oggi sorge la capitale islandese. Il suo fondatore e proprietario fu il ricco norvegese Ingólfur Arnarson, uno dei primi coloni dell’isola d’Islanda.

Reykjavík

Reykjavík, la capitale islandese

Quasi subito l’insediamento iniziò a svilupparsi rapidamente e, già trecento anni dopo, divenne un importante centro commerciale e fiscale. La sua influenza continuò a crescere fino agli anni Trenta del XVII secolo, ma poi Reykjavík subì una devastante incursione da parte dei pirati barbareschi e, per un lungo secolo, non solo perse la propria importanza, ma arrivò quasi a cessare di esistere.

La rinascita del villaggio cominciò nel XVIII secolo, quando un altro influente norvegese, il tesoriere reale Skúli Magnússon, vi fondò laboratori per la lavorazione della lana di pecora. Ancora oggi quest’uomo gode di enorme affetto e rispetto tra gli islandesi: viene chiamato, né più né meno, il padre dell’Islanda. Anche i maglioni islandesi di lana sono da oltre quattrocento anni un vero simbolo di questo Paese insulare: tanto sono caldi e praticamente eterni da indossare.

Skúli Magnússon

Monumento a Skúli Magnússon

L’avvio della lavorazione della lana nel XVIII secolo diede impulso allo sviluppo dell’economia del Paese e, insieme a esso, anche alla rinascita di Reykjavík, che poco più tardi divenne la capitale dell’Islanda.

Oggi Reykjavík assomiglia molto a una piccola cittadina norvegese, priva di qualsiasi sfarzo da capitale. E non c’è nulla di sorprendente: si sente il peso dell’influenza secolare della Norvegia. Nel centro si trovano le stesse case medievali con tetti di tegole, strette l’una all’altra, forse per stare più al caldo; cattedrali luterane, accoglienti casette in legno a uno o due piani abitate dalla gente del posto. Tutto appare decisamente scandinavo.

C’è però, sulla riva del lago cittadino Tjörnin, un edificio che fin dal momento della sua costruzione è rimasto letteralmente di traverso agli abitanti locali. Si tratta della “Casa del Municipio”, o, secondo la vecchia tradizione europea, del municipio di Reykjavík. Questa struttura ingombrante e dall’aspetto piuttosto sgraziato, realizzata in stile high-tech, stonava in modo quasi brutale con l’atmosfera generale di grazioso e lievemente rétro comfort, sia del lungolago sia della città nel suo insieme.

Municipio

Municipio di Reykjavík

Dal 1992 in poi, durante le accese discussioni, di lance ne sono state spezzate parecchie, ma col tempo tutte le polemiche si sono gradualmente spente. Quanto al municipio, se proprio non è stato amato, almeno si è iniziato a vederlo come quel contrasto capace di sottolineare ancora di più il fascino di questa piccola e antica città del nord Europa.

Oltre al centro storico, a Reykjavík vale la pena visitare anche i musei locali:

  • il Museo nazionale d’Islanda;

    Museo nazionale d’Islanda

    Museo nazionale d’Islanda, reperti

    Foto da Facebook
  • il Museo marittimo dei vichinghi;

    Museo marittimo

    Museo marittimo di Reykjavík

  • la Galleria d’arte;
  • la mostra “871±2”, dedicata a Reykjavík fin dai primi giorni della sua esistenza.

    Mostra “871±2”

    La mostra esplora la storia della città islandese nell’epoca vichinga

Se si vuole aggiungere una nota più piccante al programma di visite a Reykjavík, si può andare al Museo fallologico, questo è il suo nome autentico, dove è esposta una collezione di falli di mammiferi. È chiaro che per i bambini non è il posto più adatto.

Laguna Blu

No, no: non si tratta affatto di quel paradisiaco specchio d’acqua del celebre film erotico degli anni Ottanta, ma di un lago presso una sorgente calda, incorniciato dal muschio islandese verde scuro e dalla lava nera. La Laguna Blu si trova non lontano da Reykjavík, ad appena mezz’ora di strada, sulla penisola di Reykjanes.

Bláa Lónið

Bláa Lónið, la Laguna Blu in Islanda

La temperatura delle sue acque, con qualsiasi condizione meteorologica, non scende mai sotto i 39 gradi, mentre la composizione minerale esercita un effetto così benefico sulla pelle che la laguna, ormai da molti anni, resta stabilmente presente in tutte le classifiche mondiali dei migliori resort SPA. Il piacere, però, non è economico: da 7.000 corone islandesi, circa 60 dollari, all’ora. I bambini sotto i 14 anni non sono ammessi.

Il forte contrasto tra il verde scuro e il nero del paesaggio circostante e il colore azzurro lattiginoso dell’acqua della sorgente crea subito un’associazione precisa con qualcosa di fantastico, quasi irreale. Non a caso, la Laguna Blu in Islanda è stata inserita nella lista delle 25 meraviglie del mondo secondo la rivista National Geographic.

Laguna Blu

Laguna Blu o Bláa Lónið

È una delle località termali più famose al mondo, dove le celebrità arrivano da ogni parte del pianeta come api sul miele. Se avrete la fortuna di andarci, e il viaggio va prenotato almeno tre o quattro mesi prima, chissà: magari nella vasca accanto alla vostra potrebbe trovarsi qualche diva del cinema o cantante famosa. Si dice che qui vengano spesso avvistate star come Kim Kardashian, Björk e Beyoncé.

Circolo d’Oro

Il programma di escursioni più popolare in Islanda è il tour del Circolo d’Oro, che permette di conoscere in pochi giorni tutte le principali attrazioni naturali del Paese.

Il viaggio comincia a Reykjavík. Il percorso comprende diverse tappe, la prima delle quali è il Parco nazionale di Þingvellir, l’unica riserva naturale di questo tipo in Islanda ad aver ottenuto lo status di Patrimonio mondiale dell’UNESCO. L’unicità del parco sta nella sua posizione: si trova proprio nel punto d’incontro tra due placche tettoniche, quella eurasiatica e quella nordamericana. È l’unico luogo in cui si può passare dall’Eurasia al Nord America nel giro di appena un paio d’ore. Il punto di riferimento è una parete rocciosa verticale lungo la strada da Reykjavík verso la riserva. Proprio lì termina il continente nordamericano, mentre quello eurasiatico comincia solo pochi chilometri più avanti.

Parco nazionale di Þingvellir

Attraverso il Parco di Þingvellir passa il confine tra la placca tettonica europea e quella americana

Fonte: planetofhotels.com

Proprio in questa valle si trova il Parco di Þingvellir, da cui è visibile la parte emersa della Dorsale Medio-Atlantica. L’Islanda è l’unico luogo in cui la si può osservare, perché la dorsale si trova per lo più sott’acqua. La separazione delle placche tettoniche continua ancora oggi: la fenditura si allarga di circa 2,5 cm all’anno. Questo processo provoca intense eruzioni vulcaniche, terremoti e, di conseguenza, la formazione di burroni.

Þingvellir

Parco nazionale di Þingvellir in Islanda, nel punto d’incontro tra le placche litosferiche

Il ghiacciaio Langjökull, situato all’interno della riserva, riempie subito queste fenditure con acqua di fusione, che filtra attraverso la roccia vulcanica e raggiunge gradualmente il lago Þingvallavatn, il più grande d’Islanda. Grazie a questa lunga filtrazione sotterranea, l’acqua riaffiora in superficie cristallina e completamente priva di impurità nocive. Può essere bevuta senza rischi per la salute, mentre la sua straordinaria trasparenza permette di vedere il fondale fino a 100 metri di profondità.

Langjökull

Tra i viaggiatori, il ghiacciaio Langjökull è noto per il suo incredibile tunnel artificiale

Naturalmente, i sub e gli appassionati di snorkeling non potevano certo ignorare un simile dono della natura. Qui vengono organizzate immersioni a grande profondità con speciali mute stagne. I subacquei sono accompagnati da istruttori e guide esperti. Si dice che le immersioni più spettacolari siano quelle nella fessura di Silfra. Se avete più di 16 anni e siete pronti a conquistare il mondo subacqueo, dovete assolutamente visitare il Parco nazionale di Þingvellir: sarà un’esperienza davvero fantastica.

Fessura di Silfra

Fessura di Silfra: il luogo in cui si incontrano due continenti

Cosa assaggiare

La cucina islandese è particolare quanto la sua natura: sulle tavole degli abitanti di questo Paese sorprendente si possono talvolta trovare vere stranezze gastronomiche. Basti pensare all’hákarl, carne di squalo essiccata secondo una tecnica speciale, che emana un intenso odore di ammoniaca, più o meno simile a quello di un batuffolo di cotone imbevuto di ammoniaca quando qualcuno si sente improvvisamente male.

Hákarl

Hákarl: carne essiccata di squalo islandese preparata secondo una ricetta particolare

Un pezzo di hákarl viene di solito servito con la bevanda nazionale dal nome inquietante e romantico di “Morte Nera”, anche se in realtà non c’è nulla di davvero spaventoso. Il nome è arrivato fino ai nostri giorni dai tempi del proibizionismo del 1915–1922, quando sulle bottiglie di alcol venivano applicate etichette con un teschio e due ossa incrociate. In questo modo il governo cercava di convincere gli islandesi dei danni dell’alcol, pur senza vietarne la vendita. Per iniziativa di qualcuno, il marchio “Morte Nera” entrò nell’uso popolare e vi rimase per sempre. L’altro nome della bevanda è brennivín. Si tratta di un distillato forte, prodotto con patate e semi di cumino.

Brennivín

Brennivín: bevanda alcolica nazionale islandese

È interessante notare che l’hákarl viene consumato soprattutto dalle persone più anziane: i giovani rifiutano questo piatto nazionale proprio a causa del suo odore scioccante.

Non meno esotico è lo svið, una testa di montone che, prima della preparazione, viene bruciata per eliminare completamente la lana. La testa così trattata viene bollita per un paio d’ore nel brodo e poi servita intera, con patate al forno e verdure. Le guance e la lingua sono considerate le parti più gustose.

Svið

Svið: piatto tradizionale della cucina islandese preparato con testa di montone

La mattina degli islandesi non comincia con il caffè, ma con un bicchiere di skyr, un prodotto lattiero fermentato dalla storia millenaria. Per aspetto e sapore ricorda lo yogurt, ma ha una consistenza più densa, simile a una crema. Lo skyr viene spesso mescolato con biscotti e panna; a volte si aggiungono muesli o frutti di bosco, ottenendo così una colazione piuttosto nutriente, sana e gustosa.

Skyr

Yogurt islandese Skyr

Tratto da: baldessaveurs.over-blog.com

In un Paese dal clima freddo non si può certo fare a meno di zuppe calde, grasse e sostanziose. Una delle più amate nelle famiglie islandesi è la kjötsúpa, un piatto a base di agnello cotto a lungo con patate, carote e rape. Il risultato è una zuppa densa, profumata e molto nutriente.

Kjötsúpa

Kjötsúpa, zuppa islandese di agnello

Il pesce è il prodotto più amato e diffuso in un Paese circondato da ogni lato dalle acque dei freddi mari del nord. Per millenni ha costituito, e continua a costituire, la base dell’alimentazione islandese. È vero però che, secondo le statistiche, nell’ultimo decennio il consumo di pesce è leggermente diminuito, a causa del notevole ampliamento della produzione alimentare e della coltivazione di ortaggi in serra sull’isola.

Il pesce numero uno in Islanda è il merluzzo. Viene salato, fritto, cotto al forno e servito con contorni di patate o cereali, verdure salate, fresche o stufate. Anche luccio, aringa e scorfano compaiono spesso sulle tavole islandesi, anche se bisogna riconoscerlo: gli islandesi consumano comunque più agnello e altri tipi di carne.

Gellur

Gellur, lingue e guance di merluzzo con patate

Immagine da: islandsmjoll.is

Una cena in un ristorante islandese non sarà economica: per due persone, senza alcolici, bisogna prevedere l’equivalente locale di almeno 90–100 dollari.

L’Islanda è semplicemente un’isola magica, con una natura maestosa e severa, acqua cristallina e aria pulita. È uno dei pochi luoghi sulla Terra in cui l’ambiente viene trattato con il massimo rispetto e senso di responsabilità. Un Paese che sembra l’ottava meraviglia del mondo: non c’è molto altro da aggiungere.

Domande frequenti

Serve il visto per andare in Islanda dall’Italia?

No, i cittadini italiani non hanno bisogno di un visto per viaggiare in Islanda per turismo. L’Islanda fa parte dell’area Schengen, quindi per l’ingresso è sufficiente una carta d’identità valida per l’espatrio o un passaporto in corso di validità. Prima della partenza è comunque consigliabile controllare la scadenza del documento e stipulare un’assicurazione di viaggio, soprattutto se si prevedono escursioni o spostamenti in zone remote.

Quanto costa un viaggio in Islanda partendo dall’Italia?

L’Islanda è una delle destinazioni più costose d’Europa, quindi il budget va pianificato con attenzione. Le spese principali riguardano il volo dall’Italia, l’alloggio, il noleggio dell’auto, il carburante, il cibo e le eventuali escursioni organizzate. Per risparmiare conviene prenotare con largo anticipo, viaggiare fuori dall’alta stagione, fare la spesa nei supermercati e scegliere appartamenti o guesthouse con cucina.

Qual è il modo migliore per visitare l’Islanda?

Per chi parte dall’Italia e vuole vedere non solo Reykjavík ma anche cascate, geyser, vulcani, spiagge nere e ghiacciai, il modo più comodo è noleggiare un’auto. Il trasporto pubblico è limitato fuori dalla capitale e molte attrazioni naturali sono difficili da raggiungere senza un mezzo proprio. In inverno è importante controllare sempre le condizioni meteo e stradali, perché vento, neve e ghiaccio possono rendere alcuni percorsi impegnativi.