Ducati
Il 4 luglio 2026 Ducati ha spento cento candeline davanti a migliaia di appassionati radunati a Misano. Nata a Bologna come piccola azienda di brevetti radio, oggi la Casa di Borgo Panigale consegna circa 50 mila moto l'anno in oltre 90 Paesi e fa parte del gruppo Audi.

Nome ufficiale | Ducati Motor Holding S.p.A. |
Fondazione | 4 luglio 1926, Bologna |
Fondatori | Antonio Cavalieri Ducati con i figli Adriano, Bruno e Marcello |
Sede | Via Antonio Cavalieri Ducati 3, Borgo Panigale (Bologna) |
Tipo | Società per azioni, controllata dal gruppo Audi (Volkswagen) |
Amministratore delegato | Claudio Domenicali |
Prodotti | Moto, accessori, abbigliamento, prodotti su licenza |
Fatturato 2025 | 925 milioni di euro |
Moto consegnate nel 2025 | 50.895 |
Rete di vendita | Oltre 800 concessionari in più di 90 Paesi |
Sito ufficiale |

La storia della Ducati (1926 - 1979)
La storia di Ducati, dai condensatori al desmodromico
Il primo prodotto non aveva ruote. Era il condensatore Manens, assemblato nello scantinato di un palazzo di via Collegio di Spagna, nel centro di Bologna. La Società Scientifica Radio Brevetti Ducati sfruttava le invenzioni di Adriano, pioniere delle trasmissioni radio, e a metà degli anni Trenta traslocò nel grande stabilimento di Borgo Panigale, inaugurato nel 1936. Da lì uscivano radio, calcolatrici e perfino rasoi elettrici.
La guerra cancellò tutto: il bombardamento del 12 ottobre 1944 distrusse la fabbrica. La ripartenza arrivò su due ruote, quasi per caso. Nel 1946 l'azienda cominciò a produrre su licenza il Cucciolo, un motorino da 48 cc da applicare alla bicicletta, venduto in oltre 250 mila esemplari.
La svolta tecnica porta il nome di Fabio Taglioni, assunto nel 1954. In trent'anni l'ingegnere romagnolo firmò più di mille progetti e introdusse la distribuzione desmodromica, il bicilindrico a L e il telaio a traliccio. La distribuzione desmodromica, in particolare, anima ancora oggi i motori V4 della Casa.

La storia della Ducati (1980 - 2005)
Seguirono decenni movimentati. Lo Stato controllò l'azienda fino al 1985, poi arrivarono i fratelli Castiglioni di Cagiva, il fondo americano Texas Pacific Group nel 1996 e Investindustrial di Andrea Bonomi nel 2006. Nel 2012 Lamborghini acquistò il marchio per circa 747 milioni di euro, portandolo nell'orbita di Audi e del gruppo Volkswagen. Da allora le scelte strategiche passano anche dalla Germania, ma il cuore della produzione batte ancora a Borgo Panigale.
I modelli storici che hanno creato il mito
Nel 1992 iniziò lo sviluppo della Ducati 916 in collaborazione con Pirelli, che fornì gli pneumatici Pirelli Dragon. Disegnata da Massimo Tamburini nel 1994, la moto conquistò tre titoli mondiali Superbike con Carl Fogarty tra il 1994 e il 1998. Trent'anni dopo, Ducati le ha dedicato un orologio celebrativo.

La Ducati 916: un’icona intramontabile
La Ducati 999 del 2002, firmata da Pierre Terblanche, divise il pubblico per le sue linee spigolose. In pista, però, vinse tre titoli Superbike con Neil Hodgson, James Toseland e Troy Bayliss.
Il Monster, nato nel 1993 dalla matita di Miguel Galluzzi, è arrivato alla quinta generazione. Sull'usato restano molto cercate la Ducati Monster 821, commercializzata nella seconda metà degli anni Dieci, e la Ducati Monster 937 da 111 CV, rimasta in listino fino al 2025.

Ducati Monster 937
Chi cerca una Ducati 125 nuova resterà deluso: oggi a Borgo Panigale non si costruiscono moto di questa cilindrata. Eppure proprio una 125 ha fatto la storia, perché nel 1956 la Desmo 125 GP fu la prima Ducati con distribuzione desmodromica. Tra gli anni Sessanta e Settanta lo Scrambler monocilindrico esisteva anche in versione 125.
L'ultima icona si chiama Ducati Desmosedici. Il nome indica il V4 a sedici valvole del prototipo MotoGP, in pista dal 2003. Nel 2006 fu presentata la Desmosedici RR, prima moto stradale derivata direttamente da una moto da Gran Premio.

Nel 1956 la Desmo 125 GP fu la prima Ducati con distribuzione desmodromica
Gamma e prezzi delle moto Ducati nel 2026
Nel 2025 Ducati ha consegnato 50.895 moto, il 7% in meno rispetto all'anno precedente. La gamma, però, non è mai stata così ampia. Questi sono i prezzi di partenza pubblicati sul sito italiano a ottobre 2026.
Modello | Motore | Potenza | Prezzo da |
|---|---|---|---|
Scrambler Icon Dark | Bicilindrico 803 cc | 73 CV | 10.190 € |
Desmo450 MX | Monocilindrico 450 cc | 63,5 CV | 12.990 € |
Monster | V2 890 cc | 111 CV | 13.190 € |
Hypermotard 698 Mono | Monocilindrico 659 cc | 77,5 CV | 13.590 € |
Streetfighter V2 | V2 890 cc | 120 CV | 16.590 € |
Multistrada V2 | V2 890 cc | 115,6 CV | 16.890 € |
DesertX | V2 890 cc | 110,3 CV | 17.390 € |
Panigale V2 | V2 890 cc | 120 CV | 17.490 € |
Multistrada V4 | V4 1.158 cc | 170 CV | 21.290 € |
Streetfighter V4 | V4 1.103 cc | 214 CV | 25.890 € |
Diavel V4 | V4 1.158 cc | 168 CV | 27.890 € |
Panigale V4 | V4 1.103 cc | 216 CV | 28.390 € |

Ducati Multistrada V4 Rally del 2026
Panigale, la superbike di casa
La Ducati Panigale V4 monta il Desmosedici Stradale da 216 CV e parte da 28.390 euro. La versione S costa 34.690 euro, la R arriva a 43.990. La Ducati Panigale V2, rinnovata nel 2025, usa il nuovo 890 cc: secondo l'azienda è il bicilindrico più leggero mai costruito a Borgo Panigale.
In cima alla piramide c'è la Ducati Superleggera V4 Centenario, definita dalla Casa la stradale più estrema della sua storia. Ha telaio e cerchi in carbonio e, prima moto omologata al mondo, dischi freno in carbonio ceramico. Eroga 228 CV su strada e 247 con il kit pista. Gli esemplari sono 500 numerati, più 100 in livrea Tricolore.

Ducati Panigale V4 Tricolore
La Ducati SuperSport 950, sportiva da turismo nata nel 2017, invece non compare più nel listino 2026.
Streetfighter e Monster per chi ama le naked
La Ducati Streetfighter V4 è, in sostanza, una Panigale spogliata della carena: 214 CV, manubrio largo e un prezzo da 25.890 euro. La Ducati Streetfighter V2 si ferma a 120 CV e 16.590 euro.
Il nuovo Ducati Monster del 2026 ha cambiato cuore. Il bicilindrico da 890 cc abbandona la distribuzione desmodromica e adotta la fasatura variabile in aspirazione. Pesa 175 kg senza carburante e costa 13.190 euro, 12.190 nella versione A2.

La Ducati Streetfighter V4 ha un prezzo a partire da 25.890 euro
Multistrada, la regina delle vendite
Con 13.873 unità consegnate nel 2025, la famiglia Multistrada è la più venduta del marchio. La Ducati Multistrada V4 parte da 21.290 euro e sale fino ai 40.690 della V4 RS da 180 CV. Tutta la famiglia gode di quattro anni di garanzia. Sull'usato è ricercata la Ducati Multistrada 950 (2017-2021).
Scrambler, Hypermotard, Diavel e DesertX
La Ducati Scrambler 800 di nuova generazione ha un bicilindrico raffreddato ad aria da 803 cc e 73 CV e parte da 10.190 euro. La Ducati Scrambler 400, la piccola Sixty2, è uscita di produzione da anni e oggi si trova solo usata.
La Ducati Hypermotard 698 Mono porta 77,5 CV in appena 151 kg, mentre la Hypermotard V2 sale a 120,4 CV. La Ducati Diavel V4 da 168 CV unisce postura da cruiser e spinta da sportiva. La Ducati DesertX, dal 2026 con il motore V2, resta la proposta per i viaggi in fuoristrada.

Ducati Scrambler Icon Dark
Ducati cross e monopattino elettrico
Nel 2025 Ducati ha lanciato la sua prima moto da cross di serie, la Desmo450 MX, monocilindrica da 63,5 CV in vendita da 12.990 euro. Oggi la famiglia Ducati cross comprende anche la Desmo250 MX e l'enduro Desmo450 EDS.
Al World Ducati Week 2026 ha debuttato la Desmo450 SM, prima supermotard da competizione della Casa, in listino da 13.990 euro.

Ducati Desmo450 MX
Il logo compare anche su mezzi più piccoli. Il monopattino Ducati PRO-III, sviluppato su licenza da MT Distribution, ha un motore da 350 W, autonomia fino a 50 km e costava 799 euro al lancio.
Ducati MotoGP, da Stoner a Márquez
Il progetto Ducati MotoGP è partito nel 2003. Su una Desmosedici GP hanno vinto il mondiale della classe regina Casey Stoner nel 2007, Francesco Bagnaia nel 2022 e nel 2023, Jorge Martin nel 2024 con il team Pramac e Marc Márquez nel 2025. Non tutte le storie sono finite bene. Valentino Rossi arrivò in Ducati nel 2011 tra enormi aspettative, ma in due stagioni raccolse solo tre podi e tornò in Yamaha.

La storia della Ducati (2003 - 2012)
Il box di Borgo Panigale attira anche Hollywood. Nel luglio 2024, al Sachsenring, Keanu Reeves ha visitato la squadra ufficiale e il team VR46, incontrando Bagnaia, Bastianini, Bezzecchi e Di Giannantonio. L'attore è un motociclista appassionato e nel 2011 ha fondato il marchio ARCH Motorcycle.
Il binomio Bagnaia Ducati, invece, ha riportato la Rossa sul tetto della MotoGP dopo quindici anni di attesa. Dal 2025 il pilota torinese ha faticato a trovare feeling con la moto e il 24 giugno 2026 l'azienda ha annunciato la separazione a fine stagione.
«Pecco ha scritto una parte fondamentale della storia sportiva di Ducati.» Claudio Domenicali, amministratore delegato (dichiarazione riportata da AFP)

La storia della Ducati (2013 - 2025)
Per il 2027 il posto accanto a Márquez, rinnovato per altre due stagioni, andrà a Pedro Acosta. Bagnaia ha già firmato con Aprilia fino al 2030, la Casa che nel 2026 contende il titolo a Márquez con Marco Bezzecchi e Jorge Martin. In Superbike il palmarès è ancora più ricco: nel 2025 è arrivato il 21° titolo costruttori.
Ducati in Italia, dove comprarla e cosa visitare
L'Italia resta il primo mercato del marchio, con 8.803 moto consegnate nel 2025. Dal sito si prenota un test ride nel concessionario più vicino. A Firenze, per esempio, Ducati Firenze di via Pratese Interna 132 è stato premiato come miglior dealer di Europa e Africa per il 2025.
Per gli appassionati la meta obbligata è il Museo Ducati, all'interno della fabbrica di Borgo Panigale. L'ingresso intero costa 18 euro, il ridotto 13 per chi possiede una Ducati o ha meno di 30 anni; la visita guidata alla fabbrica con museo costa 46 euro. Si apre dalle 9 alle 18, il mercoledì è chiuso e i biglietti si comprano solo online.

Il Museo Ducati è aperto dalle 9:00 alle 18:00 (chiuso il mercoledì)
Il raduno del World Ducati Week, ospitato dal circuito di Misano, nel 2026 ha festeggiato il centenario dal 3 al 5 luglio con la sua tredicesima edizione.
Contatti, ricambi e lavora con noi
La sede è in via Antonio Cavalieri Ducati 3, 40132 Bologna, con centralino allo 051 6413111 (numero indicato per le visite al Museo). I ricambi Ducati originali si acquistano presso concessionari e officine autorizzate, mentre manuali e piani di manutenzione sono consultabili sul sito ufficiale. Per l'usato esiste il programma Ducati Approved, con moto controllate e certificate dalla rete.
Chi sogna di lavorare a Borgo Panigale trova le posizioni aperte nella sezione Ducati lavora con noi del sito aziendale.
Ducati e i concorrenti
Nel segmento premium europeo la Casa bolognese si misura con rivali molto diversi per storia e prezzo.
- BMW Motorrad, che con la S 1000 RR e la R 1300 GS sfida Panigale e Multistrada con volumi di vendita molto più alti.
- KTM, forte nelle naked leggere: la 990 Duke parte da circa 12.990 euro, appena sotto la Monster.
- Aprilia, la rivale italiana più diretta con RSV4 e Tuono V4, oggi avversaria temibile anche in MotoGP.
- Triumph, che propone la Street Triple 765 R a circa 10.800 euro.
- MV Agusta, l'altra sportiva italiana di lusso, con una produzione molto più ridotta.
Rispetto alle concorrenti le Rosse costano spesso da qualche centinaio a qualche migliaio di euro in più, ma offrono elettronica derivata dalle corse.

Ducati MotoGP
A cento anni dalla nascita, Ducati resta il marchio che ha portato la tecnologia delle corse sulle strade di tutti i giorni, dalla Scrambler fino alla Superleggera. Il secondo secolo comincia su terreni nuovi, dal motocross alla supermotard Desmo450 SM, mentre in MotoGP il 2027 porterà la coppia Márquez-Acosta. Per chi vuole toccare con mano questa storia, la prima tappa è Borgo Panigale, tra museo e linee di montaggio.
Social e canali ufficiali
Domande frequenti
Quanto costa la Ducati più economica nel 2026?
La moto più accessibile della gamma è la Scrambler Icon Dark, in listino da 10.190 euro. Nella versione depotenziata per la patente A2 il prezzo scende a 9.690 euro.
Chi è il proprietario di Ducati?
Dal 2012 Ducati appartiene ad Automobili Lamborghini e quindi al gruppo Audi, controllato da Volkswagen. Sede, progettazione e produzione principale restano a Borgo Panigale.
Bagnaia lascia la Ducati?
Sì. Ducati ha confermato che Francesco Bagnaia lascerà il team ufficiale alla fine della stagione MotoGP 2026. Al suo posto arriverà Pedro Acosta, mentre il pilota torinese ha firmato con Aprilia fino al 2030.
Quanto costa visitare il Museo Ducati?
L'ingresso costa 18 euro (13 il ridotto), più 2 euro di prevendita online. Con la visita guidata alla fabbrica si sale a 46 euro.









