Raffaello Sanzio
Raffaello Sanzio — uno dei principali artisti del periodo dell’Alto Rinascimento. La sua pittura è riconoscibile per la ricerca dell’armonia, la chiarezza compositiva e una forma calma, quasi equilibrata.

Nelle opere del maestro, gli ideali umanistici dell’epoca si rapportano sempre all’individuo concreto e al modo in cui lo spettatore legge l’immagine. Per questo motivo, le sue opere hanno influenzato profondamente lo sviluppo della pittura non solo in Italia, ma anche ben oltre i suoi confini.
L’artista nacque a Urbino, una città dalla vivace vita intellettuale e artistica. Questo ambiente contribuì in larga misura a formare la sua concezione della bellezza, delle proporzioni e della misura artistica. In età adulta, Raffaello si trasferì a Roma, dove ottenne rapidamente il riconoscimento. Le commissioni che realizzò in questo periodo divennero un punto di riferimento per i contemporanei, e le Raffaello Sanzio opere furono già considerate ai suoi tempi modelli da seguire per maestri di diverse scuole. Informazioni principali:
Nome completo | Raffaello Sanzio (Raffaello Santi) |
Data e luogo di nascita | 6 aprile 1483, Urbino |
Data e luogo di morte | 6 aprile 1520, Roma |
Professione | Pittore, architetto |
Movimento artistico | Rinascimento maturo |
Opere principali | Madonna Sistina, Sposalizio della Vergine, Scuola di Atene, Trasfigurazione |
Luogo di sepoltura | Pantheon, Roma |

La vita di Raffaello
Chi era Raffaello Sanzio
La vita di Raffaello Sanzio fu breve, ma straordinariamente intensa. Nacque nel 1483 a Urbino e crebbe in un ambiente creativo. Il padre di Raffaello Sanzio, Giovanni Santi, fu pittore di corte e poeta alla corte del duca di Urbino, Guidobaldo da Montefeltro. La bottega di Giovanni Santi era ben conosciuta a Urbino. Fu proprio lì che Raffaello vide per la prima volta come funzionava il lavoro dell’artista: commesse, preparazione, esecuzione.
La madre di Raffaello, Magia di Battista Ciarla, morì quando il ragazzo aveva otto anni. Per un certo periodo visse con il padre, ma dopo la sua morte, avvenuta nel 1494, rimase sotto la tutela dello zio — il sacerdote Bartolomeo — che gli garantì una vita serena, un’istruzione e la possibilità di proseguire la formazione artistica.

Padre di Raffaello Sanzio era un famoso artista e poeta alla corte del duca locale
Formazione e crescita artistica
Raffaello acquisì le prime competenze nella bottega del padre, dove apprese le basi del disegno e della pittura. Intorno al 1500 entrò nella bottega di Pietro Vannucci a Perugino, dove lavorò e studiò nell’ambiente dei maestri umbri, sviluppando il proprio stile e la propria maniera.
In seguito, Raffaello Sanzio da Urbino si trasferì a Firenze. Qui osservò attentamente le opere di Leonardo da Vinci e Michelangelo, analizzando il modo in cui costruivano la composizione e restituivano il volume del corpo umano.
I disegni di Raffaello Sanzio giunti fino a noi mostrano questo processo in modo molto evidente: le pose si fanno più complesse, lo spazio più profondo, le figure più sicure. Col tempo, i dipinti di Raffaello Sanzio acquistano maggiore libertà, senza perdere però chiarezza ed equilibrio interiore. Questa sarà una caratteristica distintiva dell’arte dell’artista.

L'artista Raffaello Sanzio
Patrimonio artistico di Raffaello
Il lascito di Raffaello è innanzitutto la capacità di rendere chiaro ciò che è complesso: composizione nitida, disegno preciso, plasticità pacata delle figure e un senso di armonia che sostiene anche le scene più affollate.
Nelle opere di Raffaello Sanzio si osserva con quanta cura sia costruito lo spazio e come siano “orchestrati” gesti e sguardi — questo è importante tanto per le pale d’altare quanto per gli affreschi romani e per la grafica.
Per questo motivo, i suoi lavori rappresentano uno dei modelli del periodo dell’Alto Rinascimento, accanto a Donatello e ad altri illustri maestri.
Tra le opere più importanti di Raffaello Sanzio si citano solitamente lo Sposalizio della Vergine (1504), l’affresco Scuola di Atene (1509-1511), la Madonna Sistina (circa 1513) e la Trasfigurazione (1516-1520). In questi lavori si coglie chiaramente l’evoluzione del maestro: dall’“ordine” rinascimentale puro e dalla prospettiva ideale, verso un linguaggio più teso e drammatico degli ultimi anni, in cui nella composizione appare un forte contrasto luminoso.
Madonna Sistina
La Madonna Sistina di Raffaello Sanzio fu commissionata da papa Giulio II per la chiesa di San Sisto a Piacenza ed è oggi conservata nella Gemäldegalerie di Dresda. Nel dipinto, Maria con il Bambino sembra avanzare verso lo spettatore: ai lati sono raffigurati san Sisto (che indica le persone, quasi presentandole) e santa Barbara, mentre in basso due angioletti. Questo “contatto diretto” con l’osservatore ha reso l’immagine una delle più riconoscibili nella cultura europea.

La Madonna Sistina di Raffaello Sanzio è visibile nella Gemäldegalerie Alte Meister nel complesso Zwinger a Dresda
Sposalizio della Vergine
Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello Sanzio fu dipinto nel 1504 per la chiesa di San Francesco a Città di Castello e oggi si trova alla Pinacoteca di Brera a Milano. Il dipinto raffigura il rito di matrimonio tra Maria e Giuseppe: la scena centrale si svolge in una piazza, sullo sfondo un tempio circolare che “raccoglie” la prospettiva e conferisce all’intera composizione un ordine rigoroso. La nitidezza dell’impianto spaziale e il ritmo delle figure mostrano chiaramente i tratti del periodo giovanile di quest’opera.

Raffaello Sanzio Sposalizio della Vergine
Scuola di Atene
L’affresco di Raffaello Sanzio, la Scuola di Atene, fu realizzato per la Stanza della Segnatura (1509-1511) nei Musei Vaticani. Vi è rappresentata un’ideale “dimora del pensiero”: filosofi e scienziati dell’antichità dialogano in uno spazio grandioso, con al centro Platone (con il Timeo e il gesto verso l’alto) e Aristotele (con l’Etica e il gesto in avanti). Questa composizione viene spesso interpretata come immagine di concordia tra diverse scuole, in cui ragione e fede “parlano” la stessa lingua.

La Scuola di Atene è un'opera importante dei Musei Vaticani
Trasfigurazione
L’ultima grande opera di Raffaello Sanzio. Il dipinto è costruito sul confronto tra due scene dal tono opposto. Nella parte superiore è raffigurato Cristo nell’atto della Trasfigurazione. La figura è quasi immobile, separata dalla terra dalla luce e dallo spazio celeste. In basso si svolge un’altra scena: gli apostoli tentano invano di aiutare un ragazzo ossesso. I gesti sono concitati, i volti tesi, nel gruppo si avverte smarrimento.
Il contrasto tra questi due livelli determina la percezione complessiva. La luce e la serenità della scena superiore si distinguono nettamente dall’ansia e dall’incertezza della parte inferiore. È per questo che l’opera Trasfigurazione di Raffaello Sanzio appare più drammatica e complessa nel tono rispetto a molte sue creazioni giovanili.

Oggi l'opera di Raffaello Sanzio Trasfigurazione si trova nella Pinacoteca Vaticana
Altre opere celebri
Tra le altre notevoli opere di Raffaello Sanzio si distinguono i seguenti lavori:
- Madonna del Granduca — un dipinto silenzioso, misurato. Maria con il Bambino è raffigurata su sfondo scuro, senza interni né dettagli. Le figure quasi non si staccano dallo spazio. Al centro c’è la loro vicinanza. Non accade nient’altro. Questa opera d’arte di Raffaello Sanzio viene spesso citata come esempio di lavoro con mezzi minimi, in cui il significato si costruisce non sulla narrazione, ma sull’immagine stessa.
- Ritratto di Baldassarre Castiglione — un ritratto di un uomo dell’ambiente romano dell’inizio del Cinquecento. La figura è composta con calma, senza pose artefatte. Lo sguardo è diretto ma morbido. Nel dipinto non ci sono quasi segni di status o carica. Raffaello si concentra sul carattere del modello, non sulla sua posizione sociale.
- La Fornarina — una delle più discusse Raffaello Sanzio artwork. Il dipinto raffigura una giovane donna nuda, al polso un bracciale con la firma dell’artista. L’opera viene spesso collegata alla storia personale di Raffaello, ma il dipinto stesso è importante soprattutto come rara immagine non religiosa per lui. Qui l’artista affronta il tema della bellezza femminile direttamente, senza simboli né spiegazioni.

Opera d’arte di Raffaello Sanzio - Madonna del Granduca
Personalità e immagine di Raffaello
Nei ricordi dei contemporanei, Raffaello appare come una persona calma, delicata e aperta, capace di ascoltare e di trovare accordi — una combinazione rara per quell’epoca, di talento ed equilibrio umano. Furono proprio queste qualità a contribuire in larga misura al suo rapido e duraturo successo.
Giorgio Vasari notava che la stima per Raffaello andava ben oltre il riconoscimento della sua abilità pittorica. Era apprezzato per la sua educazione, cultura e capacità di organizzare il lavoro collettivo in una grande bottega, dove erano necessarie non solo competenze artistiche ma anche doti organizzative.
Un’idea dell’aspetto dell’artista è data da diversi autoritratti di Raffaello Sanzio, risalenti a vari periodi della sua vita:
- Autoritratto, circa 1504–1506, (Firenze, Gallerie degli Uffizi). Uno dei più precoci e celebri autoritratti. Il giovane Raffaello è raffigurato a mezzobusto, con un berretto scuro, su sfondo neutro. Lo sguardo è misurato e attento, privo di drammaticità esteriore.
- Presunto autoritratto nel dipinto Scuola di Atene, 1509-1511, (Roma, Stanza della Segnatura). Si ritiene che l’artista si sia raffigurato tra un gruppo di contemporanei nella parte destra della composizione.
- Ritratto con amico, 1518-1520, (Parigi, Musée du Louvre). Qui l’artista è presentato accanto a un uomo sconosciuto, che sembra introdurre allo spettatore posandogli una mano sulla spalla.

L'identità dell'amico di Raffaello Sanzio non è stata rivelata. Si ipotizza che possa trattarsi di uno dei suoi allievi, di uno dei suoi mecenati o del suo maestro di scherma
In tutte queste raffigurazioni, l’artista appare composto, calmo e concentrato. Questa immagine visiva coincide con le testimonianze scritte dell’epoca, consolidando per Raffaello la reputazione di uomo riflessivo e attento — più incline alla meditazione interiore che all’ostentazione spettacolare.
Morte e luogo di sepoltura
La morte di Raffaello Sanzio avvenne inaspettatamente. Morì a Roma il 6 aprile 1520, il giorno del suo compleanno, all’età di 37 anni. La causa esatta della morte di Raffaello Sanzio è sconosciuta. I contemporanei scrissero di una malattia improvvisa con febbre alta. Giorgio Vasari menzionò che le cure potrebbero aver aggravato la condizione. La malattia progredì rapidamente e Raffaello non fece in tempo a completare parte dei lavori iniziati.
I funerali si svolsero in modo solenne. Accanto al corpo era posta la sua ultima opera, la Trasfigurazione. Era questa una forma consueta all’epoca di congedo dall’artista. La tomba di Raffaello Sanzio si trova nel Pantheon a Roma. La sepoltura in questo luogo sottolinea l’alto status che Raffaello già possedeva in vita.

Raffaello è sepolto nel Pantheon di Roma
Curiosità
Oltre ai dipinti e agli affreschi, la biografia di Raffaello Sanzio è ricca di dettagli della vita quotidiana: il lavoro a corte, i rapporti con i committenti, la partecipazione ad attività amministrative e il costante contatto con studiosi e umanisti.
Ecco alcune note curiosità su Raffaello Sanzio:
- Raffaello diresse una grande bottega a Roma, dove lavoravano contemporaneamente decine di allievi e assistenti. Dopo la morte dell’artista, la bottega continuò a operare a lungo e il suo stile venne insegnato come modello.
- Non si dedicò solo alla pittura, ma anche allo studio dell’antichità. Raffaello esaminava edifici antichi, ne redigeva descrizioni e si opponeva alla demolizione di strutture antiche. In seguito, papa Leone X gli affidò il compito di sovrintendere allo stato dei monumenti antichi di Roma.
- Sanzio era considerato uno dei ritrattisti più richiesti a Roma. Gli commissionarono ritratti i papi Giulio II e Leone X, cardinali, aristocratici e umanisti. Tra i modelli più celebri figurano Baldassarre Castiglione, diplomatico e scrittore, e il banchiere mecenate Agostino Chigi.
- L’artista non si sposò mai, sebbene le fonti menzionino il suo fidanzamento con Maria Bibbiena, nipote del cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena. Le nozze non ebbero luogo. Le ragioni non sono esplicitamente chiarite, ma gli studiosi lo attribuiscono alla sua morte prematura e agli impegni di Raffaello a corte.
- In vita, Raffaello fu molto popolare. Fu chiamato a corte, gli furono affidate importanti commissioni e incarichi di prestigio, il che distingueva nettamente la sua posizione dal destino di molti altri artisti del tempo.

Mostra Baldassarre Castiglione e Raffaello
Memoria e influenza nell’epoca contemporanea
Il nome di Raffaello resta visibile non solo nei cataloghi museali, ma anche nei manifesti delle mostre. Le opere del maestro sono presenti in importanti esposizioni su Raffaello Sanzio presso le Gallerie degli Uffizi, i Musei Vaticani, la National Gallery di Londra e il Louvre di Parigi. Nel 2020, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte dell’artista, si sono tenute grandi mostre a Roma e Firenze, dove sono state esposte pitture, grafiche e materiali legati alla sua bottega e alle sue commissioni.
La memoria di lui è facilmente rintracciabile anche sulla mappa delle città. In diverse località d’Italia esistono vie intitolate a via Raffaello Sanzio: a Milano, Roma, Pescara, Siena e in altre città. Porta il suo nome anche l’Aeroporto Raffaello Sanzio di Ancona-Falconara, che serve la regione Marche, vicina alla sua Urbino natale.

Societas Raffaello Sanzio — compagnia teatrale d'avanguardia nella città di Cesena
Un ambito particolare del suo lascito è rappresentato dalla Societas Raffaello Sanzio, una compagnia teatrale d’avanguardia fondata a Cesena. Gli autori hanno scelto consapevolmente il nome dell’artista come punto di partenza per le loro sperimentazioni visive e sceniche.
Così, il nome di Raffaello continua a vivere in contesti molto diversi: dai manifesti delle mostre ai nomi di strade e progetti teatrali. Lo si invoca quando si vuole sottolineare un legame con la scuola classica e con l’attenzione alla composizione, alla forma e al trattamento dello spazio.







