Fu pittore e architetto, scrisse libri. E allo stesso tempo rifletteva costantemente su cosa costituisse l'essenza del lavoro artistico. Era interessato a come si forma l'identità, lo stile originale di un autore, quali principi sono alla base dell'attività delle botteghe creative e perché certe soluzioni artistiche subentrano ad altre. Proprio per questo i suoi testi di critica d'arte sugli artisti divennero uno dei primi tentativi di rivelare l'originalità creativa dei maestri del Rinascimento, e ancora oggi influenzano lo studio della storia dell'arte in Italia. Informazioni principali:
Nome completo | Giorgio Vasari |
Data e luogo di nascita | 30 luglio 1511, Arezzo |
Data e luogo di morte | 27 giugno 1574, Firenze |
Professione | Pittore, architetto, scultore, scrittore, teorico dell’arte |
Movimento artistico | Manierismo |
Opere principali | Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori |
Principali città di attività | Arezzo, Bologna, Napoli, Roma |
Luogo di sepoltura | Santa Maria della Pieve, Arezzo |

Giorgio Vasari
Breve biografia di Giorgio Vasari
Vasari Giorgio nacque il 30 luglio 1511 nella città toscana di Arezzo, da Antonio Vasari e Maddalena Tacci. La cittadina era rinomata per le sue botteghe e chiese. C'erano numerose commissioni per i loro affreschi e per la creazione di vetrate originali. Non sorprende che, crescendo in un tale ambiente, l'adolescente mostrò molto presto interesse per il disegno e il mestiere. Il primo maestro del giovane fu il vetraio Guglielmo da Marsiglia. Sotto la sua guida, Vasari imparò a lavorare con la linea, la composizione e le grandi superfici murali ancora prima di arrivare nei grandi centri artistici.
A 16 anni, Giorgio si trasferì a Firenze, dove ottenne la protezione del cardinale Silvio Passerini. Qui, nella bottega di Andrea del Sarto, vide come era strutturato il lavoro della potente scuola fiorentina: disegno preciso, attenzione al corpo, al gesto, al movimento della figura. In quegli anni, dopo l'assedio del 1529-1530, Firenze passava sotto il dominio dei Medici, e gli artisti dovevano sempre più spesso orientarsi verso i gusti e le richieste dei committenti di corte.

Museo Giorgio Vasari ad Arezzo
Nel 1531-1532, trovandosi al seguito del cardinale Ippolito de' Medici, Vasari si recò a Roma. Qui studiò l'architettura e la pittura antiche, trascorrendo molto tempo davanti alle opere di Raffaello e in particolare di Michelangelo. Il rapporto con Michelangelo influenzò la sua concezione dell'arte. Il maestro condivideva con lui disegni e schizzi. Parte della loro corrispondenza si trova ancora oggi nell'archivio di Casa Vasari ad Arezzo.
Attività artistica e stile pittorico
Nella pittura, Giorgio Vasari tende al manierismo: le sue scene sono affollate di figure, con pose complesse, senso del movimento e un gran numero di allegorie. L'esperienza di lavoro a Roma, lo studio attento delle opere di Raffaello si percepiscono nel modo in cui costruisce la composizione e distribuisce le figure nello spazio. Vasari dipinse numerosi affreschi. Col tempo divenne uno degli artisti di corte di Cosimo I de' Medici, occupandosi di grandi cicli decorativi realizzati nelle residenze e nelle sale ufficiali.
Come maestro di corte, affrontò più spesso non il problema di un "quadro singolo", ma di un intero complesso: pareti, soffitto, elementi decorativi, stemmi, episodi della storia cittadina – secondo la sua idea, tutto doveva comporsi in un unico racconto sul potere e sulla dinastia. A titolo di esempio si possono citare i lavori a Palazzo Vecchio, dove Vasari diresse la decorazione e la ristrutturazione di sale importanti, inclusa la Sala Grande.

Giorgio Vasari diresse i lavori di ristrutturazione e riorganizzazione del Palazzo Vecchio, compresa la Sala Grande
Oggi, molti studiosi percepiscono le opere di Giorgio Vasari in modo più moderato rispetto ai suoi testi sugli artisti. In termini di forza pittorica, egli è inferiore ai più grandi maestri del Rinascimento, ma come autore che ha descritto un'epoca e organizzato progetti artistici su larga scala, rimane una figura di primissimo piano.
Tra le opere più importanti di Giorgio Vasari si possono evidenziare:
- Ultima Cena (1546-1547). Il dipinto fu commissionato da Eleonora di Toledo per il Complesso monumentale delle Murate a Firenze. In seguito fu trasferito nel complesso di Santa Croce. La tela fu gravemente danneggiata durante l'alluvione del 1966, ma è stata restaurata ed è tornata al museo.
- Il ciclo decorativo ad affresco della Sala Grande a Palazzo Vecchio. Un progetto unitario per Cosimo I de' Medici, dove pittura, simboli e sequenza narrativa funzionano come testimonianza visiva del potere e del ruolo della città.
- Lamentazione sul Cristo deposto dalla croce (1548). Opera d'altare, realizzata per il Monastero di Classe vicino a Ravenna. Questa opera d'arte di Giorgio Vasari mostra la tipica drammaturgia manierista del maestro: figure allungate, gesti tesi, composizione complessa. Il dipinto è oggi conservato in un museo a Ravenna.

L'opera di Vasari Ultima Cena si trova attualmente nel Museo di Santa Croce
Progetti architettonici
I lavori di Giorgio Vasari a Palazzo Vecchio non sono legati solo agli affreschi. Nel palazzo egli agì anche come architetto: ristrutturò le sale di rappresentanza per renderle adatte a cerimonie, ricevimenti e riunioni di corte.
Vasari era interessato a come uno spazio si collega all'altro, a come una persona entra, dove guarda, cosa vede lungo il percorso.
Questa visione si inserisce bene nella tradizione fiorentina che si era formata già ai tempi di Filippo Brunelleschi e Donatello, quando architettura e arte, intrecciandosi organicamente, plasmavano insieme il volto di Firenze.
Nel 1565 progettò il Corridoio Vasariano, un passaggio sopraelevato per i Medici che attraversa gli Uffizi e Ponte Vecchio e collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti. La commissione era legata al matrimonio di Francesco de' Medici con Giovanna d'Austria. Il corridoio doveva garantire alla famiglia un percorso comodo e sicuro sopra la città.

Il Corridoio Vasariano collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti
Per ordine di Cosimo I, Vasari partecipò anche al rinnovamento delle basiliche di Santa Maria Novella e Santa Croce a Firenze e lavorò al progetto di Palazzo degli Uffizi, concepito come complesso per gli uffici amministrativi dello stato.
Il libro "Le Vite" e il contributo alla storia dell'arte
Il libro di Giorgio Vasari Le Vite, è una raccolta di biografie di pittori, scultori e architetti italiani, strutturata come un racconto continuo dello sviluppo dell'arte dai primi maestri, come Filippo Brunelleschi, fino ai contemporanei di Vasari, come Tiziano Vecellio. In quest'opera descrive dettagliatamente le storie degli artisti, spiegando da chi avevano imparato, come erano cambiati i gusti e perché certe città dettavano lo stile nell'aspetto architettonico dei centri urbani.
Il titolo completo dell'opera è Le Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri. Fu pubblicato per la prima volta a Firenze nel 1550, e successivamente Vasari rielaborò e ampliò notevolmente il testo nell'edizione del 1568.

Giorgio Vasari Le Vite fu pubblicato per la prima volta nel 1550
Il pensiero principale su cui si reggono i libri di Giorgio Vasari è l'idea del progresso dell'arte. Egli ne descrive il percorso dai primi maestri (Cimabue, Giotto) fino al culmine, che vede in Michelangelo. Tuttavia, si tratta del punto di vista di un uomo del suo ambiente, che talvolta abbellisce le storie, discute, giudica e in qualche luogo riporta voci che circolavano nelle botteghe.
Tra le idee principali del libro di Giorgio Vasari si possono evidenziare:
- La concezione dell'artista come personalità: biografia, carattere, ambiente;
- Il legame dell'arte attraverso una catena di scuole e generazioni (chi ha influenzato chi);
- L'idea dello sviluppo dello stile e della maestria di generazione in generazione.
La citazione più diffusa del libro è:
"Il Disegno, padre delle tre Arti nostre, Architettura, Scultura, et Pittura".

L'uomo che conosceva tutti gli artisti: Giorgio Vasari
Vasari afferma: senza il disegno non esiste né buona architettura, né buona scultura, né buona pittura, perché è attraverso di esso che il maestro impara a pensare per forme e a realizzarle. Tuttavia, per disegno non intende il semplice disegno a matita o a pennello. In questo contesto, il disegno è contemporaneamente l'idea progettuale (concetto, composizione), la capacità di costruire la forma (comprensione di proporzioni, anatomia, prospettiva) e l'allenamento di base della mano.
Vita privata e curiosità
Poche notizie sulla vita privata e sugli eventi personali di Vasari sono giunte fino a noi. Ecco alcuni fatti interessanti noti dalle fonti dell'epoca:
- Giorgio Vasari moglie. Nel 1550, Vasari sposò Niccolosa di Francesco Bacci, una famiglia che conosceva già prima del matrimonio. Non ci sono notizie documentate riguardo a figli.
- Accademia del Disegno. Nel 1563, a Firenze nacque l'Accademia delle Arti del Disegno, la prima istituzione creata per la formazione e l'organizzazione dell'ambiente artistico. Vasari ne è considerato il fondatore e l'iniziatore, con il supporto di Cosimo I de' Medici.
- La prospettiva nelle Vite. Vasari guardava alla storia dell'arte con occhi fiorentini: in lui è evidente una distorsione toscana e michelangiolesca, ovvero tendeva a valutare più positivamente ciò che era legato a Firenze e alla cerchia di Michelangelo, con il quale intrattenne una lunga corrispondenza. Per questo motivo, i suoi giudizi sugli artisti di altre scuole non sono sempre considerabili obiettivi.
- Perché la sua influenza è ancora viva. Vasari poteva idealizzare e ricostruire i fatti, ma è stato proprio il suo modo di raccontare l'arte attraverso biografie, relazioni e committenze a diventare il modello abituale per la storia dell'arte.

Autoritratto di Giorgio Vasari con la moglie Niccolosa Bacci
Eredità e significato culturale
Gli ultimi anni di vita di Giorgio Vasari furono legati al lavoro a Firenze, ma egli mantenne sempre un forte legame con la natia Arezzo. Morì il 27 giugno 1574 a Firenze dopo una malattia. Il suo corpo fu trasportato ad Arezzo e sepolto nella chiesa di Santa Maria della Pieve, vicino all'altare che egli stesso aveva un tempo realizzato.
Successivamente, nell'Ottocento, durante la ricostruzione della chiesa, lui e altri illustri cittadini furono riesumati e sepolti in una tomba comune sotto il pavimento, dove fu posta una lapide commemorativa. Nel maggio 2018, grazie a moderne ricerche con il georadar, gli archeologi sono riusciti a individuare diverse sepolture nel pavimento della chiesa, nella posizione indicata nei documenti del 1865. Tuttavia, non è stato ancora possibile confermare che si tratti dei resti di Vasari.
"Sappiamo dove si trova la tomba che custodisce i resti di questo genio del Rinascimento. Ma finora non siamo riusciti ad accedere all'ambiente sotterraneo della sepoltura. Non so se mai riusciremo a raggiungerli. L'unica certezza è che Giorgio Vasari è sepolto in Pieve", ha commentato la situazione l'archeologo Pier Luigi Rossi.

Alla ricerca della tomba di Giorgio Vasari a Santa Maria della Pieve
Per gli storici, Le Vite è diventato un punto di riferimento. Prima di Vasari, si scriveva degli artisti in modo frammentario, senza un quadro d'insieme; lui, invece, fu il primo a strutturare le biografie dei maestri in una narrazione consecutiva, dai primi geni fino ai suoi contemporanei. Per questo, i suoi testi sono considerati dagli studiosi d'arte la fonte principale attraverso cui conosciamo i dettagli delle loro vite e delle loro relazioni.
Le Vite contribuì a consolidare il termine Rinascimento per designare un'intera epoca artistica e culturale. E sebbene molti storici critichino Vasari per la sua soggettività, le sue storie sugli artisti rimangono ancora oggi una lettura fondamentale per chiunque studi la storia della cultura italiana del Rinascimento.







