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Carlo Levi

Carlo Levi è uno scrittore, pittore e attivista politico italiano, la cui vita, i testi e i dipinti sono strettamente legati all'esperienza della resistenza antifascista e dell'Italia interna. È riuscito a unire letteratura, pittura e impegno civile, offrendo una riflessione umanistica e critica della società italiana del Novecento.

di Giulia Barbieri

Indice
Levi Carlo

Come scrittore, Carlo Levi è entrato nella storia grazie al libro Cristo si è fermato a Eboli, diventato un testo fondamentale dell'epoca del dopoguerra. Come pittore, ha lasciato un'importante eredità pittorica, presentata in mostre italiane e internazionali. Informazioni principali:

Nome completo

Carlo Levi

Data e luogo di nascita

29 novembre 1902, Torino

Data e luogo di morte

4 gennaio 1975, Roma

Professione

Scrittore, pittore, attivista e politico

Generi

Prosa, saggistica, memorie, pittura

Opere principali

Cristo si è fermato a Eboli, L'Orologio, Le parole sono pietre

Periodi chiave della vita

Periodo torinese; 1935-1936 — confino in Lucania;
anni del dopoguerra a Roma;
1963-1972 — Senatore della Repubblica Italiana.

Biografia e primi anni

Carlo Levi nacque il 29 novembre 1902 a Torino in una famiglia borghese ebraica. Suo padre Ercole Levi era medico, e sua madre, Annetta Treves, era sorella di Claudio Treves, leader del Partito Socialista Italiano. In famiglia crescevano quattro figli: la sorella maggiore Luisa e i più giovani di Carlo Levi fratelli - Riccardo e Adele.

Levi studiò al Liceo classico Alfieri, e poi si iscrisse alla facoltà di medicina dell'Università degli Studi di Torino, laureandosi nel 1924. Poco dopo la laurea, Carlo Levi mostrò alcune delle sue opere alla XIV Biennale di Venezia (Biennale d'arte di Venezia).

Il giovane Carlo Levi

Carlo Levi dopo la laurea

Immagine da: mosaico-cem.it

Formazione della visione del mondo

L'atmosfera della Torino dell'inizio del Novecento giocò un ruolo chiave nella formazione di Levi come autore e pittore. L'educazione classica, l'ambiente universitario e il contatto costante con la vita intellettuale della città formarono il suo interesse per la letteratura, la pittura e le questioni sociali.

Una parte importante di questo contesto fu anche la sua identità. Carlo Levi è ebreo, e crebbe in un ambiente dove le questioni di cultura, etica e responsabilità civile venivano discusse apertamente e costantemente. Per questo, durante gli studi all'università, divenne amico di Piero Gobetti, un importante giornalista e attivista politico antifascista.

Negli stessi ambienti culturali ed educativi si formò anche Cesare Pavese, scrittore della stessa generazione, legato alla tradizione letteraria locale e all'ambiente universitario della città.

Carlo Levi - L'altro 900 - Documentario

Attività creativa

Come artista, Carlo Levi già negli anni Venti espose attivamente, lavorando tra Torino e Parigi, e dal 1924 partecipò regolarmente alla Biennale di Venezia. Nel 1926 entrò tra i partecipanti della XV Biennale insieme al fratello e alla sorella, nel 1930 alla XVII Biennale, nel 1932 alla XVIII Biennale. Dopo la guerra, Levi tornò di nuovo a Venezia con progetti personali: nel 1948 partecipò alla XXIV Biennale, e nel 1954 alla XXVII Biennale di Venezia presentò un grande corpus di opere in una sala separata.

Carlo Levi L’eroe cinese

«L’eroe cinese» è uno dei primi film di Levi

Preso da: carlolevifondazione.it

Sebbene Levi sia noto soprattutto come scrittore con una spiccata posizione sociale, il suo modo di vedere e descrivere persone e spazi si formò in larga parte nella pratica artistica. I quadri di Carlo Levi si distinguono per un'attenzione costante alla persona e al luogo: ritratti, scene urbane e motivi meridionali, in cui l'osservazione sociale si combina con una forma pittorica espressiva.

I quadri più noti di Carlo Levi:

  • L’eroe cinese (1930). Opera giovanile in cui si nota l'influenza dell'espressionismo e l'interesse di Levi per l'immagine dell'uomo come portatore di tensione interiore e dignità.
  • Ritratto di Paola (1935). Ritratto intimo che riflette l'attenzione dell'artista allo stato psicologico del modello e all'ambito familiare.
  • Lamento per Rocco Scotellaro (1955). Dipinto-dedicato al poeta e politico, in cui la pittura diventa una forma di espressione civile.
  • Lucania ’61 (1961). Opera di grande formato dedicata al sud Italia, in cui Levi unisce il tema sociale, la memoria dell'esilio e uno sguardo epico sul mondo.
Carlo Levi Lamento per Rocco Scotellaro

Levi ha dedicato il dipinto “Lamento per Rocco Scotellaro” al poeta, scrittore e uomo di cultura italiano Rocco Scotellaro

Tratto da: ilmanifesto.it

La formazione di Carlo Levi come scrittore avvenne parallelamente al suo lavoro nella pittura, attraverso articoli, saggi e la partecipazione all'ambiente antifascista. Alla fine degli anni Venti fu legato al movimento Giustizia e Libertà, e negli anni Trenta pubblicò sui Quaderni di Giustizia e Libertà, unendo l'attività artistica all'impegno civile.

In seguito, i libri di Carlo Levi uscirono presso la casa editrice Einaudi, dove lavorava come redattrice Natalia Ginzburg. Questo ambiente intellettuale plasmò in larga parte la voce letteraria del dopoguerra in Italia.

Opere principali

Carlo Levi considerava il suo libro principale Cristo si è fermato a Eboli (1945). Si tratta di un racconto memoralistico-documentario sul confino nei paesi di Grassano e Aliano, nella regione storica della Lucania, dove si trovò nel 1935-1936. Levi descrive dettagliatamente la vita quotidiana dei contadini, il lavoro delle autorità locali, le malattie, l'isolamento e la sensazione di un Italia fuori dalla storia. Il libro fu scritto durante l'occupazione nazista dell'Italia, nel 1943-1944, e pubblicato dalla casa editrice Einaudi nel 1945.

Cristo si è fermato a eboli Carlo Levi

Sul palcoscenico vengono messi in scena spettacoli ispirati al libro di Carlo Levi «Cristo si è fermato a Eboli»

Immagine da: movimento-shalom.org

Tra gli altri libri di Carlo Levi spicca Paura della libertà (1946). È un testo a cavallo tra saggio e prosa filosofica, in cui l'autore riflette sulla natura della libertà, del potere e della violenza nel Novecento in Europa.

Il romanzo di Carlo Levi L’Orologio (1950) è spesso considerato una delle significative opere politiche del dopoguerra. Attraverso una prospettiva privata, Levi mostra le contraddizioni e le aspettative disilluse dell'Italia dopo la Liberazione.

Carlo Levi L’Orologio

“L'orologio” è una delle opere più significative della letteratura italiana del dopoguerra

Visto su: finarte.it

Tra le opere meno note ma significative rientra Le parole sono pietre, un diario-reportage sui viaggi in Sicilia nel 1952-1955. Qui Levi continua a parlare del potere, del linguaggio e della dignità delle persone che vivono ai margini del paese. Per l'intonazione, il testo viene spesso paragonato allo stile di Elsa Morante: la storia viene qui compresa attraverso i destini della gente comune, senza dichiarazioni programmatiche e con un chiaro accento etico.

Attività pubblica e politica

La posizione civile di Carlo Levi si formò negli anni Venti e Trenta nell'ambiente dell'intellighenzia antifascista. Fu legato al movimento Giustizia e Libertà e partecipò alla vita culturale di opposizione in Italia.

Nel 1935, Levi fu arrestato dal regime di Mussolini per attività antifascista e mandato al confino in Lucania, nel sud del paese. Questa esperienza confluì più tardi nel libro Cristo si è fermato a Eboli. Il confino non spezzò lo scrittore, ma rafforzò la sua attenzione verso l'ingiustizia sociale, la vita dei contadini e l'Italia periferica, di cui la politica ufficiale preferiva non parlare.

Dopo la Seconda guerra mondiale, Levi divenne una figura pubblica di rilievo. Pubblicò attivamente, partecipò a dibattiti culturali e nel 1963 fu eletto senatore della Repubblica Italiana, mantenendo questa carica fino al 1972. Al Senato, Levi lavorò su questioni di cultura, istruzione e sviluppo delle regioni del sud.

Carlo Levi scrittore

Dopo l'arresto, Levi trascorse due anni in esilio in Lucania

Immagine da: parchiletterari.com

Nell'ambiente intellettuale, incrociò molti contemporanei, tra cui Italo Calvino, anch'egli attivamente coinvolto nella vita letteraria e pubblica dell'Italia del dopoguerra. Nonostante la comunanza del contesto storico, i loro approcci artistici e la loro filosofia della scrittura col tempo si diversificarono notevolmente.

Si può anche notare una somiglianza con Primo Levi. Gli stessi cognomi inducono molti in errore, facendo credere che Carlo Levi e Primo Levi fossero parenti. In realtà, furono solo omonimi, accomunati da simili convinzioni antifasciste e da una posizione etica affine.

Vita personale

Nonostante la popolarità, lo scrittore era una persona piuttosto riservata, che non rendeva pubblica la sua vita privata. Per questo, cercando Carlo Levi moglie e figli, non ci sono praticamente informazioni.

È noto che lo scrittore non fu ufficialmente sposato, ma ebbe una compagna stabile, Linuccia Saba.

Carlo Levi moglie

Sebbene Linuccia Saba non fosse la moglie ufficiale di Carlo Levi, i due hanno vissuto insieme per molti anni

Immagine da: resportage.it

Da questa unione, nel 1947, nacque una figlia, Anna, di cui Levi si prese cura e con la quale mantenne un rapporto stretto fino alla fine della vita. Con il padre della compagna, il poeta Umberto Saba, Levi ebbe un rapporto di reciproca stima e vicinanza intellettuale, caratteristica dell'ambiente culturale italiano della prima metà del Novecento.

Levi lavorò molto, scrisse, dipinse, mantenne legami amichevoli e professionali con scrittori, artisti ed editori. Tra i suoi interessi c'erano la pittura, i viaggi nel sud Italia, l'osservazione della vita quotidiana e dei caratteri umani: tutto questo trovò riscontro nei suoi libri e nei suoi dipinti.

Linuccia Saba

Il ritratto di Linuccia Saba, realizzato da Carlo Levi, fa attualmente parte della collezione del Museo d’arte della Provincia di Nuoro

Tratto da: artsupp.com

Ultimi anni di vita e eredità

Carlo Levi fu sempre una figura attiva della vita culturale e pubblica italiana. Scrisse, espose i suoi dipinti, partecipò a dibattiti sul ruolo della cultura e sullo sviluppo delle regioni meridionali del paese.

Negli ultimi anni, Levi visse tra Roma e altre città italiane, mantenendo un legame speciale con il sud. Sostenne anche rapporti culturali con l'ambiente creativo di Genova e Milano.

Lo scrittore e pittore morì il 4 gennaio 1975 nella capitale italiana. La causa della morte di Carlo Levi fu complicazioni dopo una polmonite. Per sua volontà testamentaria, Carlo Levi fu sepolto ad Aliano, il paese che ebbe un ruolo chiave nella sua vita e nella sua opera.

Carlo Levi causa morte

La tomba di Carlo Levi si trova ad Aliano, la città che ha influenzato in modo così determinante la sua opera

Immagine tratta da Internet

L'eredità di Levi va ben oltre i confini della letteratura e della pittura. Il suo nome è portato da scuole e istituzioni culturali, tra cui il Liceo Artistico Statale Carlo Levi a Marano di Napoli. A Roma opera la Fondazione Carlo Levi, che si occupa della conservazione degli archivi, dei dipinti, dei manoscritti e della promozione del suo patrimonio culturale attraverso mostre e ricerche.

I dipinti e i libri di Carlo Levi continuano a essere ripubblicati, e le sue opere rimangono una componente importante dei dibattiti sulla responsabilità civile, la cultura e la politica del paese. Lo sguardo dello scrittore, fondato sulla sua esperienza personale, permette alle nuove generazioni di comprendere meglio l'Italia del Novecento e le sue contraddizioni interne.